Separazioni e DivorziSeparazione e mantenimento dei figli: non paga “solo il più ricco” 

Giugno 4, 2026

Separazione e mantenimento dei figli: non paga “solo il più ricco”

 

Con l’ordinanza n. 676 del 12 gennaio 2026, la Cassazione torna sul tema dell’assegno di mantenimento per i figli in caso di separazione.

 

Il messaggio è chiaro:

 

il giudice non può decidere l’assegno guardando solo alle risorse di un genitore; deve sempre valutare insieme redditi e patrimoni di entrambi, in proporzione alle rispettive possibilità;

il mantenimento ha una “doppia dimensione”: da un lato assicura ai figli un tenore di vita il più possibile simile a quello goduto durante la convivenza, dall’altro regola il rapporto interno tra i genitori, stabilendo quanto ciascuno deve contribuire alle spese;

chi è reticente o in ritardo nel depositare la propria documentazione fiscale e patrimoniale rischia che questo comportamento venga usato dal giudice come indizio sulla reale situazione economica, ai sensi dell’art. 116 c.p.c.

Nel caso concreto, la Cassazione ha annullato la decisione della Corte d’Appello che aveva raddoppiato l’assegno a carico del padre (da 2.000 a 4.000 euro al mese per due figli) basandosi solo sulle sue elevate disponibilità e trascurando le ingenti risorse della madre, imponendo una nuova e più equilibrata valutazione delle condizioni economiche di entrambi i genitori.

 

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