Previdenza forenseEsame da avvocato, l’Aiga promuove le modifiche ma chiede altre correzioni

Settembre 13, 2026

Le prime correzioni convincono la giovane avvocatura, ma la riforma dell’esame di Stato resta incompleta. L’Associazione italiana Giovani Avvocati esprime «apprezzamento» per le modifiche introdotte con il decreto legge Pa, riconoscendo che alcune delle osservazioni avanzate dall’Aiga sono state recepite. Il giudizio positivo riguarda soprattutto il reinserimento del diritto ecclesiastico e il ripristino del diritto internazionale privato tra le materie previste per l’abilitazione professionale. L’associazione chiede però di intervenire anche sulle criticità ancora aperte: l’indicazione del diritto privato al posto del diritto civile, l’inserimento della previdenza forense tra le materie d’esame e il mancato utilizzo della videoscrittura già dalla prossima sessione per la prima prova scritta. Il nodo del diritto privato L’Aiga richiama in particolare l’attenzione sulla scelta di inserire il diritto privato. Questa materia, osserva l’associazione, comprende numerose discipline regolate da leggi speciali che potrebbero non essere contenute nei codici annotati ammessi durante la prova. Da qui la necessità di garantire una piena corrispondenza tra le materie indicate, il contenuto delle tracce e gli strumenti di consultazione messi a disposizione degli aspiranti avvocati. L’obiettivo è evitare quesiti la cui soluzione richieda l’applicazione di disposizioni difficilmente reperibili nei testi consentiti. «Le modifiche introdotte rappresentano un segnale positivo e dimostrano l’attenzione prestata ad alcune delle osservazioni provenienti dalla giovane avvocatura», dichiara il presidente nazionale dell’Aiga, Luigi Bartolomeo Terzo. «Auspichiamo che il confronto prosegua anche sulle ulteriori criticità evidenziate, così da garantire ai candidati certezza sulle materie e piena corrispondenza tra le prove e gli strumenti di consultazione consentiti», aggiunge. La richiesta di coerenza tra tracce e codici Sul punto interviene anche Ugo Bisogno, componente della giunta e responsabile della Consulta nazionale praticanti Aiga. Il rischio indicato è che ai candidati vengano richieste soluzioni fondate su norme non presenti nei materiali utilizzabili durante l’esame. «Sarà importante che, nella predisposizione delle tracce e dei quesiti, venga garantita la piena coerenza tra materie oggetto d’esame, contenuto delle prove e strumenti normativi concretamente messi a disposizione dei candidati, evitando che possano essere richieste conoscenze o soluzioni fondate su disposizioni non agevolmente reperibili nei codici consentiti in sede d’esame», afferma Bisogno. La questione riguarda direttamente la certezza e l’equità della valutazione. Una prova formulata su norme estranee ai codici consultabili, secondo l’associazione, rischierebbe infatti di creare una distanza tra il programma annunciato e le condizioni concrete nelle quali i candidati sono chiamati a svolgere l’esame. Previdenza forense e videoscrittura Tra le richieste ancora prive di risposta figura anche l’introduzione della previdenza forense tra le materie oggetto di valutazione. Per l’Aiga si tratta di una conoscenza collegata all’esercizio concreto della professione e, dunque, coerente con la funzione abilitante dell’esame. L’associazione torna inoltre a sollecitare l’impiego della videoscrittura per la prima prova scritta. La mancata introduzione già dalla prossima sessione viene indicata come una delle criticità della riforma, soprattutto in relazione all’esigenza di rendere l’esame più moderno e vicino alle modalità effettive di lavoro degli avvocati. L’Aiga assicura che continuerà a partecipare al percorso di revisione della disciplina, con l’obiettivo dichiarato di costruire «un esame serio, moderno, equilibrato e realmente orientato alla verifica delle competenze necessarie per l’esercizio della professione forense».

Fonte: IlDubbio · 2026-08-13T10:53:34+02:00
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