AvvocaturaAvvocati e maestri di sci: arrivato il via libera alla doppia professione

Settembre 13, 2026

La professione di avvocato è compatibile anche con quella di maestro di sci. Lo prevede la riforma dell’ordinamento forense, pubblicata in GU il 1° agosto con la L. 137/2026 ed entra in vigore il 16 agosto, che inserisce espressamente questa possibilità tra le attività consentite ai legali, accanto alle modifiche sull’accesso alla professione e sul sistema dei compensi. La norma formalizza una prassi già diffusa. In diverse realtà di montagna, infatti, alcuni professionisti affiancano da tempo l’attività forense a quella di maestro di sci, ma finora la compatibilità derivava da un’interpretazione della normativa e non da una previsione esplicita della legge. Il caso dei maestri di sci è quello che ha suscitato maggiore attenzione, ma la riforma interviene più in generale sul regime delle incompatibilità professionali degli avvocati, fermo da anni nonostante le sollecitazioni degli ordini territoriali a un suo aggiornamento. Tra le attività ora considerate compatibili figurano anche gli incarichi di consigliere di amministrazione nelle società di capitali, amministratore di condominio, agente sportivo e professionista nominato nelle procedure concorsuali. L’obiettivo dichiarato dal legislatore è aggiornare una disciplina risalente nel tempo, adeguandola a un contesto professionale profondamente cambiato, nel quale è sempre più frequente che un professionista affianchi alla propria attività principale altri incarichi, purché compatibili con i doveri di autonomia e indipendenza richiesti dall’esercizio della professione forense. Secondo il Collegio nazionale dei maestri di sci italiani, sono circa 500 i professionisti che in Italia esercitano entrambe le attività. Il presidente Luigi Borgo ha definito l’approvazione della norma “un risultato di grande rilievo”, sottolineando come il riconoscimento valorizzi una realtà professionale nella quale competenze giuridiche e capacità tecniche possono convivere nel rispetto dei principi di trasparenza, correttezza e libertà di esercizio delle professioni. Il Collegio ha inoltre ringraziato l’eurodeputata Lara Magoni e il deputato Andrea Tremaglia, entrambi di Fratelli d’Italia, per il sostegno fornito durante l’iter parlamentare dell’emendamento, approvato dalla Commissione Giustizia della Camera e successivamente confermato dal Senato. Magoni ha ricordato anche il lavoro svolto sulla vicenda delle Prove Formative Comuni, i cosiddetti Eurotest, sostenendo che l’intervento a livello europeo abbia contribuito al regolare svolgimento delle prove italiane nella stagione 2025-2026 e al completamento del percorso formativo degli aspiranti maestri di sci. “Da quando ho iniziato il mio percorso politico – ha dichiarato – non è mai mancata la mia attenzione verso il mondo della montagna, le sue professioni e tutto ciò che rappresenta per l’economia dei territori”. Sul piano pratico, tuttavia, la portata della novità potrebbe essere limitata. Il presidente dell’Ordine degli avvocati di Bergamo, Giulio Marchesi, ha osservato che di colleghi bravi sulla neve ce ne sono molti, ma che quelli davvero interessati a svolgere anche l’attività di maestro rappresentano, a suo giudizio, una quota irrilevante rispetto all’intera platea forense del capoluogo orobico. Un dato, quello bergamasco, che ridimensiona la portata nazionale della norma senza però intaccarne la sostanza, la doppia professione, per chi la esercita, smette di essere una zona grigia normativa.

Fonte: IlDubbio · 2026-08-11T17:02:21+02:00
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