La regola affermata è che i soldi del condominio devono essere gestiti in modo semplice e chiaro, così che ogni condomino, con un po’ di attenzione ma senza essere un tecnico, possa capire subito da dove arrivano le somme, come vengono spese e come questi movimenti si collegano alle fatture e alle decisioni dell’assemblea; per questo la legge impone un conto corrente intestato al condominio e una gestione separata e trasparente, proprio per evitare commistioni e confusione tra i patrimoni . Quando l’amministratore mescola i conti di diversi condomìni o fa passare il denaro condominiale sul proprio conto personale, creando una contabilità poco leggibile e il rischio di confusione tra i soldi del condominio e i suoi, non si tratta di un semplice errore ma di una “grave irregolarità” che può portare alla revoca giudiziale dell’incarico, specie se questo modo di operare è abituale e rende impossibile ai condòmini controllare davvero la gestione
Corte d’appello di Napoli, sezione quarta civile, decreto 16 dicembre 2025, causa n. 269/2024 VG, decidendo sul reclamo avverso il decreto del Tribunale di Napoli Nord del 1.02.2024, RG 1989/2021

