AvvocaturaMessina, avvocato aggredito con l’acido. Greco: «La funzione difensiva va protetta dalla violenza»

Ottobre 10, 2026

L’avvocato Pierfrancesco Broccio è stato colpito con dell’acido venerdì sera a Santo Stefano Medio, nel Messinese. Il legale ha riportato ustioni ed è ricoverato al Centro grandi ustioni di Catania. Dall’ospedale ha raccontato all’Ansa di essere fuori pericolo e ha indicato come autrice dell’aggressione una sua cliente. Secondo il suo racconto, la donna gli avrebbe chiesto dell’acqua prima di lanciargli addosso l’acido. Le circostanze e il movente del gesto sono oggetto degli accertamenti dei carabinieri. Il Consiglio nazionale forense condanna l’aggressione ed esprime solidarietà a Broccio e all’Ordine degli Avvocati di Messina, «in attesa che venga fatta piena luce sull’accaduto». Per il presidente del Cnf, Francesco Greco, l’episodio richiama l’attenzione sul ruolo di chi difende i diritti dei cittadini, spesso raccogliendo anche la loro frustrazione per i ritardi e le inadempienze delle istituzioni. «Gli avvocati sono i primi destinatari della domanda di giustizia che proviene dai cittadini, di cui raccolgono istanze e preoccupazioni per i ritardi e le inadempienze delle istituzioni, svolgendo un ruolo essenziale per garantire effettività ai diritti», dichiara Greco. Il presidente del Cnf allarga poi lo sguardo al clima in cui gli avvocati esercitano la professione. «Assistiamo sempre più spesso, in molti Paesi del mondo, anche nel nostro, ad una strisciante e malcelata malsopportazione e considerazione della funzione difensiva», afferma. Di fronte a questa «crescente insofferenza», aggiunge, occorre garantire che i legali possano lavorare senza subire «minacce, intimidazioni e violenze». Greco richiama la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla protezione della professione di avvocato, adottata il 12 marzo 2025 e aperta alla firma degli Stati il 13 maggio dello stesso anno. Il trattato prevede misure di tutela per gli avvocati e le loro associazioni professionali. Solidarietà a Broccio e all’Ordine di Messina arriva anche dall’Unione degli Ordini Forensi della Sicilia. In una nota, l’Unione definisce l’aggressione «un ulteriore campanello d’allarme» sui rischi ai quali può essere esposto chi esercita la professione forense. E mette a fuoco un problema preciso: l’avvocato, «inevitabile punto di riferimento nelle inefficienze e nei ritardi del sistema giudiziario», può essere ingiustamente indicato dai clienti come responsabile dell’andamento insoddisfacente di un giudizio. È una riflessione che l’Unione propone senza anticipare conclusioni sul movente dell’aggressione a Broccio, ancora da chiarire. La richiesta alle istituzioni è di garantire «la sicurezza fisica e morale della categoria» e di tutelare una professione che, anche quando assorbe la rabbia di chi chiede giustizia, svolge una funzione essenziale per la difesa dei diritti.

Fonte: IlDubbio · 2026-09-27T15:41:03+02:00
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