Il Consiglio Nazionale Forense esprime solidarietà e vicinanza all’avvocato Giovanni Allegra e all’Ordine degli Avvocati di Termini Imerese. “Quanto accaduto al Collega, rimasto per un’ora e mezza in balia di un uomo armato, che lo ha tenuto sotto sequestro all’interno del suo studio professionale obbligandolo, sotto minaccia di un’arma, a redigere un atto di impugnazione – spiega il Cnf in una nota – costituisce un gravissimo atto di sopraffazione e violenza nei confronti del singolo e un inaccettabile attacco al libero esercizio della professione forense che, come tale, interessa tutta l’avvocatura italiana”. Il riferimento è a quanto avvenuto martedì scorso nel Palermitano, dove un pensionato 81enne di Cerda ha di fatto sequestrato per un’ora e mezza, con in pugno una pistola carica, l’avvocato Allegra, che è anche assessore comunale a Campofelice di Roccella. “L’episodio si inserisce in un quadro, a livello nazionale ed europeo, di crescente insofferenza verso la funzione difensiva e si deve solo al comportamento dell’avvocato Allegra – che ha sempre mantenuto la calma e ha prontamente allertato le Forze dell’ordine dopo che l’aggressore ha finalmente lasciato lo studio – se non si sono verificate gravi conseguenze. Il Consiglio Nazionale Forense continuerà a chiedere in tutte le sedi, a livello nazionale ed europeo, che vengano adottate adeguate misure legislative che garantiscano che gli avvocati possano esercitare la propria funzione difensiva senza subire minacce, intimidazioni e violenze, come previsto dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla protezione della professione di avvocato, adottata il 12 marzo 2025, e aperta alla firma degli Stati dal 13 maggio 2025. La Convenzione è stata sottoscritta fino ad oggi da 34 Stati (l’Italia è stata uno dei primi Paesi a firmarla) e si attende che si raggiungano al più presto le 8 ratifiche, di cui 6 da parte di Stati del Consiglio d’Europa, tra cui l’Italia, affinché possa diventare finalmente operativa e cogente, contribuendo a realizzarne l’operatività, nella consapevolezza che la professione forense svolge un insostituibile ruolo di garante della effettività dei diritti dei cittadini e della democrazia”. A intervenire è anche il presidente dell’Unione degli Ordini forensi della Sicilia Rosario Pizzino, il quale denuncia il “gravissimo atto criminoso perpetrato nei confronti del Collega Giovanni Allegra ed anche – indirettamente – nei riguardi dell’Avv. Vincenzo Fiore, per condotte connesse con l’esercizio della loro professione di Avvocato”. E ribadisce “la ferma solidarietà e l’incondizionato sostegno dell’Avvocatura siciliana nei confronti dei colleghi Giovanni Allegra e Vincenzo Fiore”, manifestando vicinanza al Consiglio dell’Ordine ed a tutto il foro di Termini Imerese. “L’Avvocatura costituisce un presidio ineludibile per la tutela dei diritti dei cittadini e per l’attuazione della giustizia, della libertà e della democrazia nel nostro Paese”, ricorda ancora Pizzino. Che “invita tutte le Istituzioni a mantenere alta la vigilanza per tutelare l’autonomia e l’indipendenza degli Avvocati, figure insostituibili all’interno del sistema giurisdizionale”.
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