AvvocaturaBolzano, strage sfiorata: è crollato il Tribunale

Agosto 12, 2026

Una tranquilla giornata d’estate poteva trasformarsi in tragedia. All’alba di questa mattina la parte centrale del Palazzo di Giustizia di Bolzano è crollata improvvisamente. L’evento si è verificato in un punto dell’immobile, danneggiato per un quarto, già interessato da lavori di ristrutturazione e ampliamento. Solo l’orario ha evitato una strage. Nello stabile di proprietà della Provincia, costruito tra il 1939 e il 1956 su progetto di Paolo Rossi de Paoli e Michele Busiri Vici, alle 6 si trovavano soltanto il portiere e alcuni addetti alle pulizie. Uno di loro è rimasto leggermente ferito, colpito dai detriti. Il crollo ha danneggiato gravemente diverse aule, compresa quella principale della Corte d’Assise, ma anche le due aule al terzo piano utilizzate per le udienze civili. La parte del prospetto principale del Tribunale è inagibile. I vigili del fuoco, intervenuti con i carabinieri e gli operatori del 118, hanno constatato pure il crollo del passaggio tra la Procura e il Tribunale. I primi rilievi sono stati effettuati dalla polizia scientifica, mentre i vigili del fuoco hanno utilizzato un drone per le verifiche dall’alto e iniziare ad avere un’idea sulle cause del cedimento. Il procuratore di Bolzano, Axel Bisignano, ha annunciato che è stato aperto un fascicolo per crollo colposo, al momento contro ignoti. Sul posto è giunto subito il presidente dell’Ordine degli avvocati di Bolzano, Karl Pfeifer. Con lui il sindaco Claudio Corrarati e il prefetto Maddalena Travaglini. «Siamo tutti sconvolti», ha commentato a caldo il presidente Pfeifer. «Mi sono recato immediatamente in Tribunale per constatare l’entità dei danni subiti dallo stabile – ha detto il rappresentante dell’avvocatura bolzanina –, a partire dai locali che ospitano il nostro Ordine. La parte centrale, caratterizzate dalle alte colonne e il solaio del quarto piano sono crollate, tanto che sullo sfondo si vedono le montagne. Erano in corso alcuni lavori di ristrutturazione e occorre verificare l’entità di tutti i danni e l’agibilità del Palazzo di Giustizia. La cosa importante è che non ci siano persone ferite. Non oso immaginare cosa sarebbe potuto accadere durante le udienze alla presenza di avvocati, magistrati e personale amministrativo». I locali del Coa di Bolzano sono inagibili e per l’intera mattinata è stato impossibile inviare le comunicazioni agli iscritti sulla sospensione delle attività. «La sicurezza dell’edilizia giudiziaria deve essere una priorità assoluta, con interventi tempestivi nelle numerose strutture che versano oggi in condizioni non accettabili di vivibilità». È quanto rileva Francesco Greco, presidente del Consiglio nazionale forense, in una lettera indirizzata al ministero della Giustizia, all’avvocatura bolzanina e alle autorità locali. «Il cedimento, avvenuto nelle prime ore del mattino – si legge in un comunicato di via del Governo Vecchio -, ha evitato conseguenze gravi. Ciò non riduce, tuttavia, la preoccupazione che l’avvocatura istituzionale ha più volte espresso, in tutte le sedi, sullo stato dei luoghi di giustizia: avvocati, magistrati, personale amministrativo e cittadini che ogni giorno accedono ai tribunali per lavoro o necessità hanno diritto a locali sicuri e idonei. Il Cnf esprime forte vicinanza all’avvocatura bolzanina, alla magistratura locale e ai funzionari degli uffici, sottolineando che a Bolzano la Provincia autonoma, proprietaria dell’immobile, si è immediatamente attivata per individuare una struttura temporanea». Piena solidarietà agli avvocati, ai magistrati, al personale amministrativo e ai cittadini è stata espressa dal ministero della Giustizia. Via Arenula seguirà gli esiti delle indagini avviate dalla procura di Bolzano e ha assicurato che sta lavorando per la consegna di pc a domicilio, affinché gli impiegati possano svolgere le loro attività lavorative da remoto. Da Roma è stato inviato un ingegnere informatico per accertare gli eventuali danni riportati dalla infrastruttura tecnologica. Il ministero della Giustizia sta inoltre studiando una norma che possa porre rimedio «alle conseguenze processuali determinate dall’inagibilità dei luoghi, così come già avvenuto nel caso di precedenti calamità naturali». L’Unione Triveneta dei Consigli dell’Ordine degli avvocati, presieduta da Andrea Pasqualin, richiama l’attenzione degli organi preposti alla «cura e alla manutenzione degli edifici che ospitano i presìdi di giustizia in ordine alla necessità di vigilare sul rispetto delle misure di sicurezza nei luoghi di lavoro, a tutela di tutti coloro che, a diverso titolo vi operano e vi hanno quotidiano ingresso, onde garantire ai cittadini non solo un sicuro accesso al luogo dove vengono tutelati i loro diritti, ma anche ciò che il Palazzo di Giustizia rappresenta, come simbolo della presenza dello Stato e della sua autorevolezza». Il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, ha individuato il primo obiettivo: «Occorre trovare dei locali il più rapidamente possibile e nelle immediate vicinanze del Tribunale». Analogo il parere della presidente del Tribunale di Bolzano, Francesca Bortolotti, secondo la quale si deve garantire lo svolgimento delle udienze urgenti. «Ci possiamo ritenere tutti miracolati – ha affermato Bortolotti – per il momento in cui è accaduto il crollo. È necessario mettere in sicurezza il Palazzo di Giustizia e comprendere come continuare i lavori, valutando anche il lavoro da remoto immediato. Abbiamo già trovato i locali per le udienze, gli enti ci stanno dando il supporto necessario, il ministero della Giustizia ci sta supportando in tutte le maniere per garantire la continuità dell’attività e soprattutto la digitalizzazione». L’Unione nazionale Camere civili invita a superare la logica dell’emergenza. «Servono – dice il presidente dell’Uncc, Alberto Del Noce – verifiche strutturali e un piano nazionale per mettere in sicurezza i luoghi in cui ogni giorno si amministra la giustizia». Tutte le udienze civili e penali sono state rinviate a data da destinarsi ad eccezione di quelle indifferibili. L’Unione delle Camere penali italiane, nell’esprimere vicinanza e solidarietà ai colleghi del Foro di Bolzano, ai magistrati, al personale amministrativo e a tutti coloro che operano ogni giorno nel Tribunale, chiede che si faccia presto chiarezza sulle cause del crollo. «Resta però un dato – si legge in una nota dei penalisti – che non può più essere ignorato: troppo spesso i Palazzi della giustizia versano in condizioni di inadeguata manutenzione e di insufficiente sicurezza. È una realtà che il nostro Paese conosce bene».

Fonte: IlDubbio · 2026-07-16T17:43:45+02:00
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